{"id":46798,"date":"2022-09-19T21:07:21","date_gmt":"2022-09-19T19:07:21","guid":{"rendered":"https:\/\/www.european-cultural-news.com\/?p=46798"},"modified":"2022-09-20T20:58:54","modified_gmt":"2022-09-20T18:58:54","slug":"chornobyldorf-musiktheatertage-wien","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/chornobyldorf-musiktheatertage-wien\/46798\/","title":{"rendered":"Chornobyldorf &#8211; uno sguardo al passato e uno al futuro"},"content":{"rendered":"<p>Nell&#8217;oscurit\u00e0 della sala, la voce di un uomo diventa udibile. Racconta di come ci\u00f2 che viene detto sia in realt\u00e0 la fine di una lettera; una lettera che non \u00e8 mai stata spedita, ma che sar\u00e0 comunque scritta un giorno. Poco dopo, la sua voce \u00e8 accompagnata visivamente da una donna il cui ritratto appare in un video. Mentre l&#8217;uomo parla e recita una lunga poesia in ucraino, lei inizia ad esprimersi con suoni onomatopeici in una lingua artificiale sconosciuta. Anche se &#8211; se non si parla ucraino &#8211; non si pu\u00f2 n\u00e9 seguire il contenuto della voce dell&#8217;uomo n\u00e9 sapere esattamente cosa vuole dire la donna, si ha la sensazione che ci\u00f2 che viene trasmesso qui derivi da esperienze dolorose.<\/p>\n<p>Infatti, il titolo &#8220;Chornobyldorf. Opera archeologica&#8221; \u00e8 gi\u00e0 un indizio che uno dei riferimenti di questa nuova opera \u00e8 la tragedia di Chernobyl. La combinazione con l&#8217;affisso sostantivato &#8216;dorf&#8217; \u00e8 nata perch\u00e9 l&#8217;ensemble ha visitato Zwentendorf e i suoi dintorni all&#8217;inizio dell&#8217;opera. La centrale nucleare in Austria, che non \u00e8 mai entrata in funzione, e quella in Ucraina, la cui costruzione \u00e8 iniziata nel 1970, prima dell&#8217;indipendenza del Paese, hanno spinto i creatori culturali ucraini a proporre una visione globale del tema delle centrali nucleari e dei loro effetti distopici; indipendentemente dal luogo in cui si trovano, questi reattori rappresentano una minaccia transfrontaliera per l&#8217;umanit\u00e0.<\/p>\n<p>L&#8217;opera \u00e8 ambientata tra il 23\u00b0 e il 27\u00b0 secolo, in un&#8217;epoca in cui siamo gi\u00e0 passati alla storia e non ci saremo pi\u00f9. Si basa sull&#8217;ipotesi di una catastrofe di portata mondiale, in cui i sopravvissuti devono prendere nuovamente coscienza della propria identit\u00e0. In un futuro in cui vengono creati nuovi rituali e tuttavia tutto ci\u00f2 che accade a livello interpersonale nelle societ\u00e0 attinge consapevolmente o inconsapevolmente a modelli storici.<\/p>\n<p>I sette capitoli, che si fondono l&#8217;uno nell&#8217;altro senza soluzione di continuit\u00e0 ma in modo riconoscibile, portano i titoli: Elektra, Dramma per musica, Rhea, La piccola Akkorden, Messe de Chornobyldorf, Orfeo ed Euridice e Saturnalia. In questo modo, i due compositori Roman Grygoriv e Illia Razumeiko da un lato riprendono i grandi miti greci, che sono diventati il terreno di coltura principale della produzione artistica europea. D&#8217;altra parte, fanno riferimento direttamente alle tradizioni musicali slave. Questo intreccio artistico, in cui vengono utilizzati diversi mezzi stilistici musicali, rende chiara una cosa: le persone che sono in scena qui e tutti coloro che hanno lavorato a quest&#8217;opera si vedono profondamente appartenenti all&#8217;Europa. L&#8217;attuale discussione sull&#8217;ammissione dell&#8217;Ucraina all&#8217;UE \u00e8 legittimata in modo quasi storico-culturale dai riferimenti storici che vengono fatti qui. Ma anche ci\u00f2 che rende l&#8217;Europa, l&#8217;individualit\u00e0 dei Paesi e dei loro diversi gruppi etnici, viene espresso con veemenza. Ancora e ancora, le citazioni musicali storiche &#8211; trasformate in immagini sonore moderne &#8211; sono sostituite da melodie popolari bosniache-erzegovesi e ucraine. Le lamentazioni e i canti nuziali sono cantati nella loro tipica linea melodica. Le linee all&#8217;unisono si separano in una microtonalit\u00e0 brevemente udibile che \u00e8 vecchia di secoli eppure suona nuova e fresca. I secondi di distacco, gi\u00e0 quasi puramente sentiti, cos\u00ec come i successivi salti di settima intensificano l&#8217;espressione emotivamente dolorosa. Le progressioni di accordi mahleriane, cantate coralmente, e una fuga di Bach che sembra andare fuori controllo, pongono una traccia storico-musicale in quel nucleo dell&#8217;Europa che ha letteralmente dato il tono dal Barocco al secolo scorso.<\/p>\n<p>A tutto questo si aggiunge una ricchezza di nuovo materiale sonoro: strani suoni di corde, i ritmi pi\u00f9 diversi, a volte fortemente accentuati, suonati su un costrutto di percussioni assemblato da vari oggetti trovati (Evhen Bal), cos\u00ec come aggiunte elettroniche che rendono udibili atmosfere di vento o un drone minaccioso e indefinibile.<\/p>\n<div id=\"attachment_46753\" style=\"width: 2570px\" class=\"wp-caption alignnone\"><img data-recalc-dims=\"1\" loading=\"lazy\" decoding=\"async\" aria-describedby=\"caption-attachment-46753\" class=\"wp-image-46753 size-full\" src=\"https:\/\/i0.wp.com\/www.european-cultural-news.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MTTW2022_Chornobyldorf_c-Anastasiia-Yakovenko-_-eSel__0944-scaled.jpg?resize=1080%2C720&#038;ssl=1\" alt=\"\" width=\"1080\" height=\"720\" title=\"\" srcset=\"https:\/\/www.european-cultural-news.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MTTW2022_Chornobyldorf_c-Anastasiia-Yakovenko-_-eSel__0944-scaled.jpg 2560w, https:\/\/www.european-cultural-news.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MTTW2022_Chornobyldorf_c-Anastasiia-Yakovenko-_-eSel__0944-1280x854.jpg 1280w, https:\/\/www.european-cultural-news.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MTTW2022_Chornobyldorf_c-Anastasiia-Yakovenko-_-eSel__0944-980x653.jpg 980w, https:\/\/www.european-cultural-news.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MTTW2022_Chornobyldorf_c-Anastasiia-Yakovenko-_-eSel__0944-480x320.jpg 480w\" sizes=\"(min-width: 0px) and (max-width: 480px) 480px, (min-width: 481px) and (max-width: 980px) 980px, (min-width: 981px) and (max-width: 1280px) 1280px, (min-width: 1281px) 2560px, 100vw\" \/><p id=\"caption-attachment-46753\" class=\"wp-caption-text\">Villaggio Chornobyl (Foto: Anastasiia Yakovenko eSel)<\/p><\/div>\n<p>Una rapida successione di immagini, supportata da inserti video che mostrano fragili figure umane in paesaggi ucraini, frequenti cambi di persone e di costumi, nonch\u00e9 la creazione di bagni emozionali alternati, creano un&#8217;abbondanza di eventi teatrali che si riversano su di lei come uno tsunami. Allo stesso tempo, si viene coinvolti negli eventi, a volte sonnambolici, in modo tale che \u00e8 difficile mettere le proprie capacit\u00e0 cognitive al di sopra dei propri forti sentimenti.<\/p>\n<p>L&#8217;incoronazione quasi surreale, ma allo stesso tempo molto romantica, di un giovane fisarmonicista, supportata da un feed video che espande lo spazio, viene sostituita da suoni e immagini religiose. Un Agnus Dei appropriato, cantato in una struttura classica-armonica, viene interrotto da uno simile, ma esplosivamente punk. In modo scioccante, ci si ritrova nel qui e ora, in uno stato in cui il romanticismo non trova pi\u00f9 posto. La sepoltura di Euridice, il lamento del suo Orfeo, si concretizza in una coreografia visivamente potente, in cui la nudit\u00e0 dei partecipanti sottolinea in modo particolare la loro fragilit\u00e0 e il bisogno di protezione. Il finale \u00e8 un&#8217;orgia saturnale intorno a un ritratto di cartone di Lenin capovolto.\u00a0 Tutto ci\u00f2 che si \u00e8 accumulato in precedenza in sentimenti e sofferenze inesprimibili, tutto ci\u00f2 di cui \u00e8 difficile parlare, si dissolve in questa scena selvaggia ed esuberante, in cui si vorrebbe ballare con se stessi. Il fatto che la fine, con il suo rumore del vento, ricordi l&#8217;inizio della produzione pu\u00f2 simboleggiare un ciclo eterno. Un ciclo in cui l&#8217;umano esistenziale viene vissuto in definitiva pi\u00f9 e pi\u00f9 volte, ma viene anche reinventato, anzi deve essere reinventato. Quando nulla \u00e8 pi\u00f9 come una volta, bisogna ripiegare su ci\u00f2 che \u00e8 sopito nel profondo dell&#8217;essere umano, ma anche su ci\u00f2 che lo distingue come essere vivente sulla terra. \u00c8 un essere che si riforma e si adatta costantemente, eppure porta ancora dentro di s\u00e9 le sue radici presumibilmente tagliate.<\/p>\n<p>Nessuno degli artisti avrebbe sognato, quando l&#8217;opera \u00e8 stata creata, che tanto di ci\u00f2 che viene mostrato in essa avrebbe avuto un riferimento all&#8217;attualit\u00e0. Gli orrori della guerra e le sofferenze che si stanno verificando in Ucraina risuonano fortemente nell&#8217;accoglienza in questo momento. La minaccia alla terra rappresentata dal progresso tecnologico, le forme ibride di esseri umani che praticano generi artistici che tuttavia non potranno mai essere animati da loro, anche questo \u00e8 contenuto in &#8220;Chornobyldorf&#8221;. Si spera che l&#8217;opera, dopo la prima a Rotterdam e la seconda stazione nella WUK a Vienna, in occasione del &#8216;Musiktheatertage Wien&#8217;, possa conoscere molte altre stazioni. E si spera che l&#8217;ensemble riceva dal pubblico il messaggio che un&#8217;opera come questa, soprattutto in tempi difficili, \u00e8 necessaria, e ancora di pi\u00f9: che contribuisce anche alla sopravvivenza. Alla luce della brutalit\u00e0 degli eventi, una cantante ha detto, durante la discussione con il pubblico, che non era pi\u00f9 convinta che il teatro potesse ottenere qualcosa. L&#8217;esperienza della violenza, che sopprime tutto, \u00e8 troppo diametralmente opposta a questa idea.<\/p>\n<p>Che l&#8217;affermazione &#8220;vita brevis, ars longa&#8221; dia a lei e all&#8217;ensemble un piccolo spostamento. Che possa offrire loro un barlume di speranza che l&#8217;arte sopravviva alla vita e quindi anche a questa, la loro produzione. Un giorno sar\u00e0 disponibile per le generazioni successive &#8211; in qualsiasi modo &#8211; e offrir\u00e0 una visione di quel presente cos\u00ec difficile da sopportare per la popolazione ucraina, ma anche per tutti gli altri partecipanti sofferenti.<\/p>\n<p>Questo articolo \u00e8 stato tradotto automaticamente con <a href=\"https:\/\/deepl.com\/\" rel=\"noopener nofollow\" target=\"_blank\">deepl.com<\/a><\/p>\n<p><iframe loading=\"lazy\" title=\"CHORNOBYLDORF - Opera Aperta (UKR) \/\/\/ MTTW 2022\" width=\"1080\" height=\"608\" src=\"https:\/\/www.youtube.com\/embed\/7wij__Us_hs?feature=oembed\"  allow=\"accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture\" allowfullscreen><\/iframe><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La minaccia alla terra rappresentata dal progresso tecnologico, forme ibride di esseri umani che praticano generi artistici che tuttavia non potranno mai essere animati da loro, ma &#8220;Chornobyldorf&#8221; contiene tutto questo e molto di pi\u00f9. Oltre a tutte le intenzioni artistiche, il pezzo \u00e8 anche un forte impegno nei confronti dell&#8217;Europa. <\/p>\n","protected":false},"author":2,"featured_media":46752,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"jetpack_post_was_ever_published":false,"_jetpack_newsletter_access":"","_jetpack_dont_email_post_to_subs":false,"_jetpack_newsletter_tier_id":0,"_jetpack_memberships_contains_paywalled_content":false,"_jetpack_memberships_contains_paid_content":false,"footnotes":""},"categories":[3951,3994],"tags":[],"class_list":["post-46798","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-2021-it","category-oper"],"jetpack_featured_media_url":"https:\/\/i0.wp.com\/european-cultural-news.com\/wp-content\/uploads\/2022\/09\/MTTW2022_Chornobyldorf_c-Anastasiia-Yakovenko-_-eSel_0875-scaled.jpg?fit=2560%2C1707&ssl=1","jetpack_sharing_enabled":true,"jetpack-related-posts":[],"jetpack_shortlink":"https:\/\/wp.me\/p2NpeJ-caO","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46798","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/users\/2"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=46798"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/46798\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/46752"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=46798"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=46798"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/european-cultural-news.com\/it\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=46798"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}